Salute e sicurezza sul luogo di lavoro: le leggi, i doveri del datore di lavoro

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Sono molte le ore che, ogni settimana, le persone passano sul posto di lavoro svolgendo, molto spesso, mansioni che possono mettere a rischio la salute. Ripetere, per esempio, le stesse attività per molte ore di fila è una delle principali cause dell’insorgenza di malattie professionali, come conferma il rapporto  “Il mercato del lavoro 2018 – verso una lettura integrata” realizzato dall’ISTAT, insieme a Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, INPS, INAIL, ANPAL.

I lavoratori, però, non sono soli. Esistono, infatti, leggi che definiscono in maniera molto precisa gli obblighi dei datori di lavoro, le figure a cui rivolgersi nel caso di problemi e anche le responsabilità di ciascuno. La prevenzione è fondamentale anche quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro e, in questo caso, passa anche attraverso la consapevolezza dei propri diritti.

sicurezza sul luogo di lavoro

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Infortuni e malattie professionali: cosa può accadere sul posto di lavoro?

Nel 2017, è fortunatamente diminuito il numero di decessi sul lavoro (-29,7% rispetto al 2008), ma anche le denunce all’Inail di infortuni lavorativi (561 mila in totale) mentre sono passate da 30 mila a 58 mila in 10 anni le denunce per malattie professionali. Si tratta di un aumento determinato, secondo i curatori del rapporto del Ministero del Lavoro, dalla presenza di norme più stringenti a tutela del lavoratore e da una maggiore sensibilità all’argomento che ha fatto sì che le vittime di infortuni, oggi più che nel 2008, siano consapevoli dei propri diritti.

Non tutte le denunce portano, però, ad un effettivo riconoscimento della causa professionale della malattia. Sono in media poco meno di 25 mila all’anno quelle che hanno esito positivo e riguardano, prevalentemente:

  • patologie del sistema osteomuscolare e, in particolare, tendiniti e dorsopatie (60%);
  • malattie del sistema nervoso, tra cui spiccano i casi di sindromi del tunnel carpale (15%);
  • tumori (5%).

Il Ministero e l’Istat aggiungono che, ogni anno, sono circa 1.900 i decessi tra i lavoratori a cui era stata già riconosciuta una “malattia da lavoro” e,  indipendentemente dalla data di denuncia della patologia e dall’origine, l’età media alla morte risulta piuttosto avanzata, circa 77 anni. Nella maggior parte dei casi, la causa è la ripetitività del lavoro, seguita dall’influenza di vibrazioni e dalla necessità di sollevare carichi molto pesanti.

sicurezza sul lavoro

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Salute e sicurezza sul lavoro, cosa prevede la legge?

I diritti e le responsabilità di lavoratori e datori di lavoro a proposito della salute in ambito professionale sono definiti dal “Testo Unico della sicurezza sul lavoro” (D.Lgs. 81/2008, così come modificato dal Decreto Legislativo n.151/2015). È qui che diritti, doveri e responsabilità sono illustrate e spiegate.

Vengono individuate e definite sia le misure generali di tutela, valide per qualsiasi posto di lavoro, che quelle specifiche che vanno ad integrare la protezione dei lavoratori in alcuni settori. Per esempio, esistono tutele particolari e delicate per le persone che operano a contatto con agenti cancerogeni come l’amianto.

Inoltre, coerentemente con quanto prevede anche l’Unione Europea, si pone l’accento sul coinvolgimento di tutte le figure che collaborano in azienda. L’obiettivo comune è promuovere la cultura della prevenzione, anche sul posto di lavoro. Sono, quindi, previste attività di formazione, informazione e aggiornamento sia per i dipendenti che per chiunque sia responsabile della sicurezza, compresi i datori di lavoro, affinché la soglia dell’attenzione non si abbassi mai.

Tra le misure di sicurezza valide per tutti, la legge prevede:

  • informazione e formazione per lavoratori, dirigenti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • istruzioni adeguate ai lavoratori;
  • partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti per la sicurezza a proposito delle condizioni effettive dell’azienda o del settore;
  • programmazione delle misure opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l’adozione di codici di condotta e di buone prassi.
tutela sicurezza sul lavoro

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Un medico di riferimento

La legge prevede, inoltre, che la sorveglianza sanitaria del luogo del lavoro sia affidata ad un medico competente, ovvero una figura sanitaria che partecipa alla valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro, insieme ai rappresentanti dei dipendenti e al titolare dell’azienda.

 Ci sono casi in cui il medico è obbligato ad intervenire, ma è possibile anche per i lavoratori richiedere una visita. L’obiettivo è coinvolgere la persona competente a valutare il rischio, o meno, di un’attività o di un ambiente che, per i dipendenti, potrebbe compromettere la loro salute. La sorveglianza è obbligatoria, invece, quando le mansioni svolte richiedono:

  • movimentazione manuale dei carichi, sulla base della valutazione del rischio;
  • uso di attrezzature munite di videoterminale oltre le 20 ore settimanali;
  • espongono il lavoratore a:rumore e vibrazioni;
  • radiazioni ottiche artificiali;
  • campi elettromagnetici;
  • agenti chimici pericolosi classificati come: molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di III categoria, amianto, e comunque quando il rischio è rilevante per la salute e alto per la sicurezza;
  • agenti biologici.

Il medico di riferimento, inserito in un elenco consultabile sul sito del Ministero della Salute, può compiere un accertamento prima che venga segnalato un problema, oppure periodicamente, nel caso di professioni che, per loro natura, espongono il lavoratore a rischi per la salute, o anche quando un dipendente è assente dal posto di lavoro a causa di una malattia per più di 60 giorni consecutivi. Il fine è valutare se il lavoratore sia ancora idoneo a svolgere quella determinata mansione: in caso di esito negativo, il datore di lavoro è obbligato a modificare le attività svolte da quel dipendente in maniera tale da tutelarne la salute.

estintori sicurezza sul lavoro

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Quali obblighi per il datore di lavoro?

Questo non è il solo obbligo per il datore di lavoro che, secondo la legge, ha il compito di redigere il documento che definisce la valutazione dei rischi nell’ambiente lavorativo. Tocca a lui, inoltre, la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, spesso abbreviato in RSPP, che partecipa, insieme al medico competente e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, agli incontri periodici di monitoraggio.

Il datore di lavoro, inoltre, è il primo referente per quanto riguarda la sicurezza in azienda e, di conseguenza, è sua responsabilità tutelare la salute psico-fisica di tutti i dipendenti. Organizzando le attività, deve dunque ridurre al minimo i potenziali rischi per tutti i soggetti coinvolti, pensando non soltanto agli infortuni, ma anche ai fattori che potrebbero causare malattie o dolori in futuro.

Una volta divisi i compiti, è un obbligo del datore di lavoro assicurarsi che tutti i lavoratori siano informati sui rischi che ciascuna mansione comporta, e diffondere materiali e buone pratiche di prevenzione. In particolare, è fondamentale che non sottovaluti i pericoli legati all’utilizzo improprio di macchinari e utensili che possono causare danni e infortuni anche gravi. I lavoratori, dal canto loro, sono obbligati a rispettare le norme di sicurezza, utilizzare correttamente gli strumenti messi a disposizione e segnalare qualsiasi malfunzionamento o pericolo.

Infine, è una mansione del datore di lavoro anche quella di vigilare e verificare che tutti i dipendenti e i collaboratori dell’azienda rispettino le norme antinfortunistiche. In altre parole, deve assicurarsi che quanto è stato insegnato venga effettivamente rispettato e messo in atto anche dal punto di vista pratico, nella vita professionale quotidiana.

L’obiettivo finale è garantire la salute del dipendente e promuovere una strategia di prevenzione dei rischi sul lavoro. Un fine che si può raggiungere anche implementando pratiche e progetti di welfare aziendale, ad esempio,  introducendo in azienda soluzioni di sanità integrata che permettono, per esempio, di accedere a visite e cure in tempi rapidi e a prezzi agevolati presso alcune strutture convenzionate. UniSalute propone proprio servizi aziendali che includono coperture assicurative in ambito sanitario personalizzabili, flessibili e innovative che tutelano la salute di tutti i lavoratori dell’azienda. Ciò grazie, ad una squadra di professionisti qualificati che rispondono ai bisogni indicati da dipendenti e datori di lavoro. Conoscevate questa soluzione?

 

 

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