L’Iran respinge le “bugie” di Pompeo sulle incursioni dei droni yemeniti nei siti petroliferi sauditi

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Teheran ha respinto come “cieca” e “insignificante” la richiesta degli Stati Uniti di un preteso coinvolgimento iraniano nei recenti attacchi di droni yemeniti alle strutture petrolifere saudite, affermando che Washington sembra passare da una campagna fallita di “massima pressione” a una di “massima menzogna” contro la Repubblica islamica dll’Iran.

Il portavoce del ministero degli Esteri Abbas Mousavi stava rispondendo domenica all’affermazione del segretario di Stato americano Mike Pompeo secondo cui Teheran aveva “lanciato un attacco senza precedenti alla fornitura di energia del mondo” e “si trova dietro a quasi 100 attacchi contro l’Arabia Saudita”.

La rabbia di Pompeo è arrivata dopo che le forze armate yemenite hanno condotto un’operazione su larga scala utilizzando droni sugli impianti petroliferi della Aramco in Arabia Saudita, in risposta all’aggressione militare di Riyadh che dura da 5 anni. L’attacco yemenita ha causato una parziale sospensione della produzione di greggio e gas dal principale esportatore di petrolio del mondo.

Il massimo diplomatico americano, tuttavia, non è riuscito a offrire alcuna prova a sostegno della sua accusa .
In risposta, Mousavi ha affermato che ” le inutili accuse e dichiarazioni cieche in quanto tali sono incomprensibili e insignificanti nel quadro della diplomazia”.

Il funzionario iraniano ha affermato che tali osservazioni “sembrano più un complotto tratteggiato da organizzazioni segrete e di intelligence volte a offuscare l’immagine di un paese e preparare il terreno per azioni future”.

Gli americani, ha aggiunto Mousavi, hanno scatenato una campagna anti-iraniana di “massima pressione”, che sembra trasformarsi in una campagna di “massime bugie” a causa dei fallimenti politici di Washington.

Il portavoce del ministero degli Esteri ha anche criticato l’Arabia Saudita per aver alimentato le fiamme della guerra nella regione commettendo vari crimini di guerra nello Yemen che durano da circa cinque anni e ha salutato il valore dello Yemen per aver saputo opporre resistenza all’aggressione.

Mousavi ha chiesto di porre fine agli attacchi sauditi contro lo Yemen e di fermare il flusso di armi dall’Occidente al regime di Riyad come unico mezzo per ripristinare la pace nella regione travagliata.

Guerra nello Yemen distruzioni

Nota: Sembra che non importi a nessuno che lo la popolazione yemenita venga massacrata dai bombardamenti dell’Arabia Saudita, condotti con la complicità degli USA, delle migliaia di vittime civili (oltre 90.000 secondo un primo calcolo) e dei milioni di yemeniti minacciati di morte per carestia e mancanza di generi alimentari e medicinali per causa del blocco aeronavale imposta al paese da USA e Arabia Saudita.
Secondo il Dipartimento di Stato USA agli yemeniti non deve essere consentito di difendersi e contrattaccare contro l’aggressore. Per gli americani sono buoni soltanto i droni USA che vanno a bombardare lo Yemen come altri paesi (Somalia, Iraq, Afghanistan, ecc..) mentre, se il paese aggredito usa a sua volta i droni per difendersi, allora questo sarebbe un crimine perchè danneggia l’industria petrolifrera saudita e di riflesso quella occidentale. Le vite delle persone della popolazione non contano nulla, quello che soltanto conta per Washington è il business del petrolio e suoi derivati.

Fonte: Press TV

Traduzione : Luciano Lago

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