La Russia di Putin si prospetta come un bastione antagonista del liberalismo capitalista occidentale

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di Luciano Lago
E’ passato quasi sotto tono ed ha avuto poco eco nei media occidentali il discorso tenuto da Putin alla Duma il giorno 15 di Gennaio.
Tuttavia nel contenuto di questo discorso di Vladimir Putin ci sono molti elementi che dovrebbero far riflettere e preoccupare le elite di potere occidentali e i governi neoliberali della NATO, in particolare riferendosi alla situazione in Europa e dell’Ucraina.
E’ importante sottolineare quello che Putin ha detto e quello che invece Putin ha soltanto sottinteso. Nel suo discorso il presidente russo ha fatto un chiaro riferimento alla necessità di disfarsi dei quell’armamentario di cose che sono le più vergognose imposte alla Russia dall’Occidente in forma arbitraria, come la supremazia del diritto internazionale su quello nazionale, il doppio standard sui diritti umanitari, le modifiche unilaterali ai trattati internazionali, ecc…
Si nota che il punto centrale del discorso è stato quello del futuro del suo paese riferito tanto nella politica interna che in quella estera e in questa parte della sua relazione Putin ha lanciato un messaggio molto preoccupante per la NATO, quando ha ammesso che il suo grande errore, fatto da lui nel corso del suo mandato, è stato quello di essersi prodigato con tutti gli sforzi per comportarsi bene con l’Occidente, per non essersi risparmiato nel fare concessioni di accordi e negoziati, anche quando questi non erano per nulla vantaggiosi ma pregiudizievoli per la Russia, mentre lui stesso aveva cercato di dare un avviso ai suoi interlocutori in Occidente, senza però essere da questi ascoltato.
Si riferiva a quando, nel 2007 a Monaco, Putin cercò per la prima volta di avvisare e convincere le nazioni della NATO della necessità di cessare l’attitudine ostile e le provocazioni contro la Russia ma i governi di queste nazioni non lo ascoltarono, anche quando Putin non aveva risparmiato un duro attacco contro quelle provocazioni e, in quella occasione, i governi occidentali non recepirono il messaggio o non lo vollero ascoltare.
Putin ha fatto notare che da allora la NATO non ha cambiato nulla della sua attitudine nel perseguitare la Russia con atti ostili, sanzioni e minacce, nonostante i rovesci controllati che la Russia ha provocato alle potenze della NATO, mentre al presidente russo (e non solo a lui) sembra evidente che la prepotenza degli USA è quella che può provocare il disastro per l’umanità. Questo avviene in quanto Washington è incapace di sincerarsi che Russia fino a ora ha risposto con molta misura alle sfide ed alle provocazioni che gli sono state fatte dall’Occidente.
Tuttavia, se non avesse tenuto questa misura di moderazione, la Russia, per quanto accaduto nel 2013 in Ucraina, la crisi di allora non sarebbe terminata solo con gli avvenimenti della Crimea e Donbass ma ci sarebbero state forti conseguenze per aver dovuto la Russia tollerare la restaurazione del neonazismo , installatosi in Ucraina alle sue stesse frontiere e tantomeno per quanto accaduto in Georgia prima e poi in Siria . La Nato ha proseguito nella sua attitudine ostile, senza darsi conto della misura mantenuta da Putin nelle sue reazioni.
Quello che deve preoccupare l’Europa oggi, ha detto Putin, è il fatto che l’Ucraina ha installato alle frontiere russe un sistema neo nazista dei seguaci di Bandera e questo ha molto infastidito la Russia e Mosca lo andrà a vigilare. Se L’Ucraina farà qualche passo falso contro la Russia, l’Ucraina sicuramente scomparirà come stato nazionale, lo ha dichiarato Putin.
Bisognerebbe confrontare il discorso di Putin nel 2007 con quello di Monaco, rispetto al discorso di oggi del 15 Gennaio per capire auanto il clima internazionale si sia fortemente aggravato.
Tutti sanno ormai che Putin non parla solo per parlare.
Attualmente la maggior parte dei paesi della UE iniziano ad essere stanchi della politica di Washington ma ne parlano solo sottovoce e questo non inganna Putin e, dalle sue parole, si capisce che lui ha una rabbia notevole con l’Europa per le mistificazioni inammissibili fatte dalla narrativa ufficiale sulla II guerra mondiale (G.M.) e sui risultati di questa, la “grande guerra patriottica”, come i russi la chiamano.
Nel suo dicorso Putin fa capire che lui è già stanco dell’Occidente e che la Russia ha già provveduto a tracciare la sua linea rossa con cui ha dato a intendere che Mosca non tollererà altre provocazioni dalla NATO senza che queste ricevano una risposta militare appropriata.
A tale punto il presidente russo a dimostrato i suo disgusto che questo si può apprezzare incluso in una certa perdita della forma, nei vocaboli e nel modo di parlare in alcune espressioni, in particolare quando Putin parla della falsificazione storica che la UE presuppone quando ha tergiversato sulle vicende storiche, mentendo sfacciatamente sulla storia della II G.M. e la equiparazione dell’URSS con il regime nazista, cosa che ha fatto infuriare i russi.
Non è un caso che, tre giorni dopo del suo discorso, in una riunione con dei veterani, Putin ha detto testualmente ” tapperemo la bocca immonda e tratteremo il nazismo come peste marrone”, la frase ha molto poco di diplomatico.

Putin con i suoi ufficiali di Stato Maggiore

La linea rossa a cui ha accennato Putin non è altro che la linea di divisione di fatto che si sta producendo nel mondo fra mondo occidentale e mondo orientale e, in questa occasione, la linea è stata tracciata fra il continente Europeo e la Russia, con la continuazione della linea che passa adesso nel Medio Oriente dove si iniziano a far funzionare missili balistici dal potere distruttivo.
In questo contesto la UE non può continuare a giocare all’ambiguità con la Russia, tirare la pietra e nascondere la mano, continuando a sostenere l’Ucraina e poi a chiedere con mano innocente il gas alla Russia: giocare con il fuoco è pericoloso.
Che differenze ci sono fra questo discorso e quello di Monaco.
In quello di Monaco Putin aveva dato un avviso alla NATO e alle sue popolazioni che la Russia si era stancata delle provocazioni e del trattamento che riceveva ma questa era solo una avvertenza per far cambiare, mentre nel discorso del 2020 ci sono stati due avvisi:
1) la Russia dispone attualmente dell’esercito più poderoso del mondo; 2) l’altro avviso diretto alla cittadinanza occidentale: “guardate cosa fanno i vostri dirigenti”.
In altra parte del discorso, c’è il tema economico che non deve essere sottovalutato in quanto è un tema molto preoccupante per le elite occidentali e mondiali.
Il discorso di Putin è stato infatti impregnato dei temi sociali e economici che sicuramente non sono piaciuti alle elite occidentali e sono quelli su cui Putin si era soffermato nel foro di San Pietroburgo che risulta in netto contrasto con i discorsi fatti nel foro occidentale del club di Bilderberg che si era tenuto in concomitanza.
Putin ha rotto gli schemi consueti della ideologia liberista dominante in Occidente ed ha sfasciato i piani del club dei ricchi, lasciando le elite occidentali senza capacità di reazione di fronte alla sfida lanciata da lui, mentre questi delle elite continuano a ripetere frasi incorerenti e i refrain classici della propaganda neoliberista e atlantista, disprezzando la Russia, la Cina come stati totalitari (a loro giudizio), il socialismo come ideologia obsoleta così come qualsiasi altra formula diversa dal liberismo occidentale.
Putin, parlando delle prospettive delle economie mondiali, nel discorso di San Pietroburgo, ha dichiarato che l’economia deve essere focalizzata sul benessere delle persone e sulla tutela delle famiglie, insistendo sulla problematica delle diseguaglianze sociali che colpisce le società occidentali. In altre parole Il discorso di Putin ha messo i cittadini al centro della sua attenzione;consideriamo che, se qualcuno nella riunione del Bilderberg avesse parlato di questo, lo avrebbero immediatamente cacciato dalla riunione.

Riunione del Club di Bilderberg

Allo stesso modo di come le elite parlano del cambio climatico che le borghesie della classe alta e del Bilderberg trattano questo sotto la prospettiva del cambio di business per loro, senza pensare per nulla alla penuria che questo andrà a causare nelle popolazioni. Al contrario di quanto accade nel club di dei ricchi dove si trattano temi come “che futuro si aspetta per l’Europa , che fare con la Cina, con l’Iran e con la Russia, il futuro del capitalismo,il problema della Brexit e sull’armamento dei mezzi di comunicazione sociale” , anche quest’ultima considerata uno strumento per la guerra mediatica contro le popolazioni. Il discorso di Putin ha messo i cittadini al centro della sua attenzione e le misure sociali che ha proposto, di sicuro si stanno studiando nella cittadinanza della UE per mettere nel catalogo delle rivendicazioni dei gilet gialli in Francia e di tutte le organizzazioni sociali europee, così che, fra le elite delle società occidentali, nei circoli di potere, si starà già esclamando: “un’altra volta la Russia, che facciamo”?
Putin non si è limitato solo in questo ma ha parlato della necessità di aumentare gli aiuti alle famiglie con figli e, andando oltre, ha sottolineato il potere militare e l’indipendenza economica del suo paese, per cui ha detto “abbiamo ottenuto il livello necessario di capacità di difesa e siamo riusciti a costrutire un previsione di spesa eccedente e siamo riusciti a generare una quantità sufficiente di riserve finanziarie statali, tanto che il volume di riserva del Fondo Nazionale per il Benesere è arrivato al 7% del PIL, che è sufficiente per garantire la sicurezza economica dello Stato, visto che non è più necessario espandere il volume di cassa per aumentare la riserva.
Pertanto tutto il denaro che si otterrà in eccedenza, ha detto Putin, sarà destinato a modernizzare l’economia nazionale e migliorare il livello di vita della popolazione.
A noi sembra che questo discorso sia destinanto non solo ai russi ma sia diretto anche come un richiamo agli europei e latino americani che devono affrontare una serie di sfide importanti come la lotta dei “gilet gialli” in Francia o quella del popolo cileno contro i governi neoliberisti. Lotte che inizieranno ad essere emulate da tutti i popoli del pianeta che voglono sfidare l’ordine capitalistico/ liberista e che vogliono l’aumento delle spesa sociale che possa eliminare le attuali spaventose diseguaglianze.

Proteste contro i detentori del grande capitale

Putin ha annunciato anche le prossime misure, per cui si deve fornire alimentazione gratuita agli scolari e ha preventivato l’aumento drastico nel numero di asili pre-scolari, assieme a una nuova strategia di internet per la digitalizzazione e la scommessa sulle nuove tecnologie, favorendo l’espansione di queste, fornendo accesso gratuito a internet e molto altro… Questo programma è quello che sta facendo diventare molto nervose le elite europee e di nuovo queste potrebbero decidere di tornare ad esperimenti reazionari come quello che sta accadendo in Ucraina.
Tutto il club di Bilderberg, quando affrontò il tema della UE e del capitalismo, lo fecero in segreto e alle spalle dei cittadini ma quanto oggi si vede è che in Europa le elite cosmopolite e americanizzate, sono molto preoccupate per i fenomeni di rivolta sociale che iniziano ad emergere. La borghesia dominante, arroccata nel suo passato imperialista, assiste attonita alla rivolta dei gilet gialli, al Brexit nel Regno Unito e alla possibile secessione della Catalogna,in Spagna, ai fermenti in Scozia, all’emergere di movimenti populisti e nessuno può pensare che la protesta sociale sia uno scherzo ma piuttosto una sfida per le borghesie dominanti. Vedi come in Francia Macron è dovuto scappare da una porta sul retro del teatro dove si trovava con la moglie.
In Europa assisteremo a breve alla separazione della Scozia che darà un colpo decisivo alla Gran Bretagna e per questo possiamo dire che il discorso di Putin sarà tenuto in conto dalle popolazioni mondiali per le diseguaglianze in un sistema dove tutte le ricchezze sono in mano ad una oligarchia ristretta di super ricchi, mentre fra le popolazioni cresce il disagio economico, lo scontento sociale ed il senso di precarietà.
La Russia inizia ad essere un cattivo esempio, come lo fu nel secolo passato, un bastione antagonista del liberismo occidentale che le elite mondiali cercheranno in tutti i modi di neutralizzare e questo non fa sperare nulla di buono per il prossimo futuro.

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