La Nba ha un grosso problema con la Cina

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La lega professionistica di pallacanestro statunitense ha cancellato un evento a Shanghai dei Brooklyn Nets poche ore prima dell’inizio previsto, senza fornire spiegazioni, dopo la controversia politica nata da un tweet del general manager degli Houston Rockets, Daryl Morey, a sostegno delle proteste anti-governative di Hong Kong in corso da quattro mesi. L’annullamento dell’evento viene confermato dal South China Morning Post che cita una comunicazione via e-mail della Nba.

NEW: The new owner of the Nets, Joe Tsai, has issued an open letter about the Morey situation: https://t.co/JZAy7EERQg pic.twitter.com/ffVgJMQ3Qx

— Sopan Deb (@SopanDeb)
October 7, 2019

I Nets avrebbero dovuto fare un’apparizione alla New World Experimental Primary School di Shanghai all’interno dell’iniziativa “Nba care Brooklyn Nets”, che prevede anche altri eventi con i Los Angeles Lakers attualmente ancora in programma per giovedì e sabato prossimo, sempre nella metropoli cinese. Nessuna conferma è giunta riguardo alla decisione di cancellare l’evento, secondo alcuni media Usa avvenuta sotto pressione delle autorità cinesi, anche se la scelta all’ultimo minuto appare collegata alla controversia nata da un messaggio su Twitter del dirigente dei Rockets, poi cancellato, che aveva scatenato una bufera in Cina. 

Le accuse cinesi

L’emittente televisiva statale China Central Television aveva deciso di sospendere le trasmissioni delle partite della squadra, e gli sponsor cinesi Li Ning e Shanghai Pudong Development Bank e la lega professionistica cinese di basket avevano deciso di ritirare le loro collaborazioni con i Rockets. Le scuse di Morey non sono servite a placare le polemiche in Cina, e la stessa Nba, in una nota, aveva definito “spiacevole” l’episodio che aveva “profondamente offeso” i fan del basket cinese, dove questo sport è molto popolare.  “Riteniamo che qualsiasi discorso metta in discussione la sovranità nazionale e la stabilità sociale – scrive la Cctv – non rientri nell’ambito della libertà di parola”. La sospensione riguarda i prossimi eventi dell’Nba in Cina, spiega Cctv, assicurando che rivedra’ su tutte le collaborazioni in essere con la Lega basket Usa.

Le reazioni della NBA

Le scuse del massimo campionato di basket non sono piaciute a diversi esponenti politici Usa, sia repubblicani che democratici, che hanno criticato la presa di posizione della lega professionistica di basket come una mossa che sacrificava i valori della democrazia a favore del ritorno economico.

Let’s make this real simple. @NBA should apologize for groveling to Chinese Communist Party and cancel all exhibition games in China until the situation in Hong Kong is resolved. Peacefully. With the rights of Hong Kong’s people protected. https://t.co/1fklDKs5my

— Josh Hawley (@HawleyMO)
October 7, 2019

Non spetta alla Nba regolamentare affermazioni e prese di posizione di giocatori, dirigenti o proprietari dei suoi club: lo ha affermato il commissario della lega professionistica Usa di basket, Adam Silver, replicando alla polemica aperta dalla Cina per il tweet di sostegno alle proteste di Hong Kong del general manager degli Houston Rockets, Daryl Morey.

Dopo che Pechino ha minacciato di rompere ogni rapporto con la Nba e ha già sospeso la trasmissione in tv di una serie di partite amichevoli che le maggiori franchigie stanno disputando in Cina, Silver ha spiegato che non spetta a lui intervenire nella questione. È inevitabile che le persone in giro per il mondo, compresi Stati Uniti e Cina, abbiano differenti punti di vista su diverse questioni”, ha spiegato, “non è compito della Nba di dare giudizi su queste divergenze”.

A placare la furia cinese non sono finora bastate neppure le scuse del patron di Houston, Tilman Fertitta, il quale ha sottolineato che Morey esprime opinioni personali e che i Rockets non sono “un’organizzazione politica”. Persino l’ex stella Nba Yao Ming, ora presidente della federbasket cinese, ha preso le distanze dalla squadra in cui cui aveva militato negli Usa sospendendo la collaborazione tra la Cba e i Rockets, che dal mercato cinese guadagnano circa 10 milioni di dollari l’anno.

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