LA CINA STA PREPARANDO UN ATTACCO DI RISPOSTA CONTRO GLI STATI UNITI

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Nella Repubblica popolare hanno deciso che non avrebbero più tollerato gli attacchi statunitensi. Dopotutto, la miglior difesa è un attacco. Se i politici anglo USA, dall’estero, continuano a mettere il naso negli affari della Cina, allora le autorità di Pechino potranno “schiaffeggiarli” rapidamente.

Le autorità della Repubblica popolare cinese hanno deciso di imporre restrizioni sui visti ai funzionari e ai deputati statunitensi.

Misure analoghe saranno prese se gli Stati Uniti dovessero approvare una legge sulla situazione nella regione autonoma uigura dello Xinjiang. La parte americana intende firmare un documento su “diritti umani e democrazia a Hong Kong”.

Le misure che gli Stati Uniti vogliono introdurre violano il diritto internazionale e costituiscono interferenze negli affari interni della Cina.

In risposta, Pechino sta valutando di imporre sanzioni ai funzionari statunitensi che hanno fatto “una vile dichiarazione sulla questione dello Xinjiang”. Inoltre, le autorità cinesi vogliono vietare a tutti gli americani, senza eccezioni, anche con passaporti diplomatici, di entrare nello Xinjiang.

Washington critica costantemente Pechino. Gli Stati Uniti accusano le autorità cinesi di aver violato i diritti umani e la religione nella regione autonoma uigura dello Xinjiang.

È noto che l’esportazione di merci statunitensi in Cina è ora vietata a 28 società USA e la Repubblica popolare cinese ha preso misure di ritorsione. Sono state introdotte restrizioni sui visti per i membri del governo cinese e del Partito comunista, che, secondo i politici statunitensi, sono colpevoli di “repressione”.

La Cina condanna le sanzioni USA

Fondamentalmente, la regione autonoma uigura dello Xinjiang è la più grande unità territoriale-amministrativa in Cina, la regione è popolata da uiguri, la maggior parte dei quali sono musulmani. Esistono gruppi separatisti attivi associati al terrorismo internazionale islamista clandestino, decine di migliaia di loro sono diventati militanti e si sono recati in Siria e Iraq, dove stanno combattendo le forze governative di quei due paesi.

Le autorità cinesi tengono sotto controllo la situazione nella regione autonoma uigura dello Xinjiang, nonostante le continue proteste nella regione che vengono alimentate anche dall’estero.

Irina Skripko

fonte: https://rusvesna.su/news/

Traduzione: Sergei Leonov

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