L’ ARGENTINA si è mobilitata contro le politiche neoliberiste ed antipopolari di Macrì

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di Luciano Lago

La sconfitta clamorosa del Governo di Mauricio Macri in Agentina, nelle elezioni della scorsa Domenica, è un fatto che non riguarda soltanto l’Argentina ma ha un forte significato per tutta l’America Latina e non solo quella.
Si tratta della sconfessione plateale delle politiche neoliberiste imposte dal sistema del grande capitale internazionale, per mezzo del FMI, della Banca Mondiale e dei potentati finanziari diretti dal dominio geofinanziario anglo USA.
Questo risultato non ha nulla di nuovo ma inverte una tendenza e si deve collegare al contesto di crescente opposizione popolare a quelle stesse politiche neoliberiste che sta applicando in Brasile il burattino sionista americano, Jair Bolsonaro, e questo non è limitato al contesto latino americano ma si riflette anche in Europa. In effetti, proprio ora, il governo neo conservatore britannico sta cercando di controllare le grandi università, come Oxford e Cambridge, per promuovere un modello di mercato, trasformando le istituzioni accademiche di prima classe in semplici organismi di diffusione commerciale.

Macri era il simbolo di questa svolta neoconservatrice in America Latina, tutta la sua politica, la rappresentava, la esprimeva, mentre lui si era presentato come il campione delle politiche di austerità imposte dal FMI nel suo paese e, sulla base di queste, aveva proceduto a privatizzare tutto, dalla sanità pubblica all’Istruzione. Questa era una forma di smantellamento del sistema sociale pubblico. E tale politica non era per caso: era parte del programma che gli imponevano i potentati finanziari di Wall Street per saccheggiare le risorse del paese e formattare la mente delle persone.
Niente può essere più minaccioso per i loro scopi che liberare le persone, emanciparle, aiutarle a pensare, invitarle a sfidare o spingerle a chiedere le realtà che nessun responsabile marketing potrebbe spiegare loro. Questo perché tutti i sistemi orientati al dominio devono allearsi con i meccanismi di alienazione, annullare le domande e trasformare le persone in robot obbedienti. In questo o in quel paese, questo tipo di governo neo liberista segue sempre lo stesso copione: l’intero budget educativo viene trasferito alla loro subordinazione.

Proteste contro Macri in Agentina

Si era verificato lo stesso processo in altri paesi dell’America Latina, dove il FMI aveva soggiogato i governi, installato i propri fiduciari e obbligato questi a firmare consapevolmente le garanzie di programmi di stagnazione e di aggiustamento che non solo hanno ridotto le conquiste sociali del passato recente, ma hanno anche rotto il presente e hanno condizionato il futuro, chissà per quanti decenni.
Non si tratta di ingenuità, né di errori, sono politiche generali progettate per il beneficio del potere della Elite dominante , che non può prosperare senza che la gente sia condizionata e sottomessa alle loro logiche.

Alberto Fernandez uno dei due vincitori delle elezioni

Non a caso tutti questi governi antipopolari pagano incredibili campagne mediatiche sui social network e scommettono sulle applicazioni che consentono di promuovere le loro menzogne che diventano dei dogmi. Pertanto, una buona parte dei cittadini ha acquistato una nuova sensibilità nell’utilizzare quegli stessi strumenti per organizzarsi in modo costruttivo contro l’oppressione, elaborando un sistema di resistenza sociale.
Oggi più che mai, le persone che vogliono affrancarsi dalla dominazione, devono riunirsi, riflettere sui problemi e creare strutture che permettano di crescere, affrontare e superare i peggiori ostacoli, una forma di mobilitazione sociale che riguarda le fasce popolari e la classe media, ugualmente pregiudicati dalle politiche neoliberiste.
La parola d’ordine in Argentina è stata scendere nelle piazze e passare all’azione. Il grido comune è stato “Nunca mas Macri” (non mai più un altro Macrì !). Auguri Argentina ! (Felicidades Argentina ).

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