Ictus cerebrale: quali sono i sintomi, i fattori di rischio e le pratiche di prevenzione

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Ogni anno in Italia l’ictus cerebrale colpisce circa 200 mila persone, tra nuovi casi e ricadute: si manifesta soprattutto dopo i 50 anni e può avere conseguenze molto gravi sullo stato fisico della persona. Chi è colpito da ictus, infatti, può riportare gravi danni e disabilità psico-motorie (come la perdita della parola) che interessano circa 1 milione di persone nel nostro Paese, di cui la metà sono donne in età avanzata. Ma quali sono le cause di questa lesione cerebro-vascolare? Nell’articolo cercheremo di fare chiarezza, analizzando anche i sintomi principali e le buone pratiche di prevenzione.

Ictus cerebrale: che cos’è e quante tipologie ci sono

L’ictus cerebrale è ciò che comunemente viene chiamato “colpo apoplettico” o soltanto “colpo”. Prima di descrivere le cause e sintomi di questa malattia neurologica, occorre fare una distinzione. L’ictus cerebrale può infatti essere di due tipologie:

  • ictus ischemico, che si verifica quando il cervello non riceve più sangue (condizione nota come ischemia), a causa della rottura o dell’occlusione di un’arteria. In seguito a questo evento, le cellule cerebrali, non più alimentate, muoiono;
  • ictus emorragico, quando l’organo è letteralmente inondato da una cospicua quantità di sangue, sempre per via di un vaso rotto.

Esiste inoltre una terza condizione, detta attacco ischemico transitorio (Tia): i sintomi sono gli stessi dell’ictus, ma si manifestano solo per un breve periodo (da qualche minuto ad alcune ore), che in genere precede l’ictus stesso. Il paziente colpito da Tia, perciò, deve essere subito soccorso e monitorato, per poter individuare eventuali ostruzioni nelle arterie.

ictus cerebrale diagnosi

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I sintomi dell’ictus cerebrale

In presenza di entrambe le tipologie di ictus è importantissimo riconoscere i sintomi e intervenire il più rapidamente possibile, perché i danni al cervello possono essere molto gravi e pregiudicare in maniera importante la vita del paziente. Per capire se l’ictus è di tipo ischemico o emorragico, è necessaria una Tac cerebrale.

Un ictus presenta una diversa sintomatologia a seconda dell’area del cervello che è stata colpita dall’evento e le difficoltà si manifestano nel lato opposto del corpo.

Ecco i segnali ai quali prestare attenzione: se una persona presenta questi sintomi è necessario rivolgersi subito al 118.

  • Paralisi, debolezza o formicolio, che possono interessare viso (la bocca storta è uno dei campanelli d’allarme), un braccio o una gamba soltanto, oppure entrambi;
  • visione annebbiata o diminuita, in uno o entrambi gli occhi;
  • perdita di equilibrio, senso di vertigine, mancanza di coordinazione;
  • difficoltà nella pronuncia e nella comprensione di frasi anche molto semplici (afasia); mal di testa violento e localizzato.

Le cause dell’ictus cerebrale

L’ischemia è la causa dell’ictus in circa l’85% dei casi ed è a sua volta riconducibile a due situazioni distinte. Nella prima, per la quale si parla di trombosi cerebrale, un’arteria cerebrale è interessata da un coagulo che la occlude, impedendo il normale afflusso sanguigno. Nella seconda, invece, detta embolia cerebrale, il vaso viene raggiunto da un coagulo che proviene dal cuore o da altre arterie che portano sangue al cervello.

L’ictus emorragico, invece, si verifica quando la pressione sanguigna troppo alta causa la rottura di un vaso normale o di un aneurisma cerebrale.

Conseguenze dell’ictus cerebrale

riabilitazione ictus

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Come abbiamo già ricordato, le conseguenze di un ictus si manifestano nel lato opposto del corpo rispetto all’emisfero del cervello che è stato colpito.

  • Danni all’emisfero destro possono causare una paralisi del lato sinistro e una perdita di sensibilità, modificare la percezione spaziale, cioè la capacità di giudicare la distanza e le dimensioni. Inoltre, possono accentuare una tendenza all’impulsività e indurre la perdita della visione nel lato sinistro di entrambi gli occhi.
  • Danni all’emisfero sinistro possono causare una paralisi del lato destro o la perdita di sensibilità, difficoltà di linguaggio e di deglutizione e perdita della visione nella parte destra degli occhi. Inoltre, possono rallentare le reazioni.

Prevenzione dell’ictus cerebrale: i fattori di rischio

fattori di rischio ictus

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Accanto a fattori come l’età, il sesso, la familiarità, che influiscono sul verificarsi di un ictus e che non sono modificabili, ce ne sono alcuni sui quali è invece possibile intervenire: ipertensione arteriosa, malattie cardiache, diabete, fumo e obesità concorrono tutti a innalzare il rischio di ictus cerebrale, così come la presenza di placche aterosclerotiche (che possono essere rimosse chirurgicamente). C’è infine un’anomalia del ritmo cardiaco, la fibrillazione atriale, che è responsabile di circa il 20% degli ictus cerebrali.

L’ictus non colpisce solo gli anziani, ma può verificarsi anche in pazienti giovani, al di sotto dei 45-50 anni, o addirittura nei bambini. Nei pazienti più giovani, il rischio è associato a patologie vascolari o cardiache, alla dissecazione dell’arteria carotidea e dell’arteria vertebrale dovuta a traumi al collo. Anche l’abuso di droghe e alcol possono causare ictus cerebrale in età giovanile.

L’ictus, però, è una malattia che si può prevenire, in almeno 3 casi su 4. Per questo motivo bisogna curare lo stile di vita, sottoporsi a controlli della pressione almeno due volte all’anno ed effettuare altri controlli per monitorare il funzionamento del cuore; è opportuno, poi, non abusare di alcolici e fare movimento. È consigliabile smettere di fumare, fin da giovani; le donne che soffrono di emicrania, inoltre, dovrebbero evitare di assumere la pillola estroprogestinica, che aumenta il rischio di ictus.

Per i pazienti ipertesi, diabetici o affetti da cardiopatie, i controlli periodici e l’adozione di abitudini alimentari e di vita sane sono ancora più importanti.

Infine, chi è già stato colpito da ictus deve sottoporsi almeno due volte all’anno a visite cardiologiche e neurologiche e a tutti i controlli consigliati e richiesti dallo specialista da cui è seguito, come per esempio il doppler transcranico e l’ecocardiogramma.

Esistono, inoltre, dei farmaci che possono essere opportunamente prescritti dallo specialista per prevenire l’ictus, come antiaggreganti e anticoagulanti, e che agiscono sulla fluidità del sangue, impedendo la formazione di coaguli.

Sottoporsi a controlli periodici per monitorare il proprio stato di salute è, quindi, come per altre patologie, una misura da adottare per prevenire il rischio di ictus cerebrale: alcuni degli esami consigliati sono inclusi nei pacchetti di prevenzione di molte assicurazioni sanitarie, come Protezione Famiglia di UniSalute, che comprende inoltre una visita cardiologica gratuita all’anno.

 

Conoscevate i rischi legati all’ictus cerebrale e le misure di prevenzione da adottare?

 

Fonti

Fondazione Svizzera di Cardiologia
neurologia.it
fondazioneveronesi.it
aliceitalia.org

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