Dentizione dei neonati: sintomi, rimedi per il dolore e calendario mese per mese

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La comparsa della dentizione è un momento delicato nello sviluppo di un neonato: quando iniziano a spuntare i primi dentini, infatti, il bambino può avvertire dolore alle gengive, e manifestare altri sintomi come malessere e irritabilità.

Durante questa fase, è normale che mamma e papà abbiano dubbi e timori riguardo alla salute del proprio figlio e alle tempistiche con cui i denti dovrebbero fuoriuscire.

Proprio per questo, oggi approfondiamo insieme le varie fasi della dentizione nei neonati: vedremo il calendario dei tempi in cui spuntano i vari denti, quali sono i segnali che il bimbo manda quando inizia il fastidio e come intervenire per dare sollievo.

Com’è strutturata la dentatura dei bambini

È innanzitutto importante distinguere tra le due tipologie di dentatura che compaiono nel corso della vita:

  • la dentatura decidua (o denti da latte) è costituita da 20 denti, 10 nell’arcata superiore e 10 nella inferiore: sia sopra che sotto, compariranno 4 incisivi, 2 canini e 4 molari. Come vedremo, la dentizione decidua solitamente si completa intorno ai 3 anni.
  • La dentatura permanente spunta verso i 6 anni e termina la sua comparsa intorno ai 12. I terzi molari (o denti del giudizio) potrebbero poi spuntare tra i 17 e i 30, oppure non comparire affatto. È formata da 32 elementi, 16 per ogni arcata: compariranno infatti, sia sopra che sotto, 4 incisivi, 2 canini, 4 premolari e 6 molari.
dentatura neonati caratteristiche

golibtolibov/gettyimages.it

I denti da latte iniziano a cadere spontaneamente a partire dai 4-5 anni e, al loro posto, compaiono i corrispondenti permanenti, tranne nel caso dei molari decidui, che vengono sostituiti dai premolari permanenti. Concentriamoci ora sulla dentatura decidua, che inizia a spuntare nei primi mesi di vita.

Le caratteristiche dei denti da latte

La dentatura decidua ha alcune caratteristiche distintive, che ci aiutano a comprendere meglio la sua struttura. I denti da latte, infatti:

  • sono più piccoli dei denti permanenti e di forma più arrotondata;
  • hanno un colore più chiaro e lattiginoso, talvolta con sfumature tendenti al blu;
  • hanno una camera pulpare (lo spazio interno del dente) più ampia, motivo per cui la carie che si manifesta nei denti da latte raggiunge la polpa più rapidamente;
  • hanno la radice, ma quando cadono non si vede perché il dente permanente sottostante la spinge all’interno del dentino provvisorio stesso.

In che tempistiche cadono, quindi, i denti decidui?

Quando spuntano i vari dentini? Il calendario completo della dentizione nei neonati

È innanzitutto importante sapere che l’età esatta in cui i vari denti compaiono può variare moltissimo da bambino a bambino.

Quello che riportiamo di seguito è il calendario delle tempistiche più frequenti: i denti fuoriescono seguendo questo ordine e, generalmente, nei tempi indicati.

dentizione neonati calendario

NakoPhotography/gettyimages.it

Tra 5 e 12 mesi

In questo arco di tempo spuntano, solitamente, gli incisivi centrali inferiori seguiti da quelli centrali superiori.

Tra 10 e 15 mesi

Successivamente nascono gli incisivi laterali, prima gli inferiori e poi i superiori.

Tra 10 e 16 mesi

Spuntano poi i primi molari, lasciando lo spazio per i canini.

Tra 16 e 20 mesi

Intorno all’anno e mezzo di età è la volta dei quattro canini, detti anche cuspidati, di fianco agli incisivi laterali.

Tra 20 e 30 mesi

Gli ultimi denti decidui a spuntare sono i secondi molari.

Anomalie: perché i denti da latte non spuntano?

Può accadere che i denti decidui spuntino in ritardo rispetto ai tempi sopracitati. Tra le cause più frequenti per le quali può verificarsi questa situazione, segnaliamo:

  • ereditarietà: se i denti dei genitori sono spuntati tardi rispetto al calendario “classico”, è possibile che anche il bimbo manifesti ritardi nell’esordio della dentizione. Generalmente, non c’è alcun motivo di preoccuparsi.
  • Agenesia dentaria: con questo termine si indica la condizione patologica non grave per la quale si verifica la mancanza di uno o più denti per cause genetiche. L’agenesia può essere accertata solo tramite radiografia, e si risolve con un’operazione di impianto dentale.

Per qualunque dubbio, raccomandiamo di confrontarsi con il pediatra e il dentista di fiducia, che sapranno indicare se sono necessari controlli di approfondimento.

I sintomi dell’arrivo dei primi dentini

L’eruzione dei primi denti è un momento delicato, che comporta fastidio e malessere dovuti al movimento del dente che buca la gengiva.

sintomi dentizione

Oleksandra Troian/gettyimages.it

Questa condizione può provocare:

  • salivazione abbondante
  • gengive gonfie
  • comparsa di punti bianchi sulle gengive in corrispondenza della zona dove spunterà il dente
  • irritabilità
  • inappetenza
  • rifiuto del cibo
  • leggera febbre (inferiore ai 38°)
  • lieve mal di pancia e scariche di diarrea non abbondanti.

Fastidi della dentizione nei neonati: bisogna preoccuparsi?

Quando i sintomi si presentano in maniera lieve non c’è motivo di preoccuparsi, perché si tratta di una condizione fisiologica e contestuale all’eruzione della dentizione.

Come riportano alcune recenti ricerche non sono però da imputare alla dentizione febbre alta e diarrea: perciò, se si presentano una temperatura superiore ai 38° e altri sintomi acuti, si tratta probabilmente di un’altra problematica.

Consigliamo quindi di fare riferimento al proprio pediatra di fiducia, per valutare il quadro di salute complessivo del bambino.

Spuntano i primi denti: rimedi per il dolore

Per alleviare il fastidio alle gengive e aiutare i piccoli ad avere sollievo dal dolore, è possibile intervenire con alcuni rimedi. Vediamo insieme i più efficaci e utilizzati.

Giocattoli per grattare le gengive

In commercio si trovano numerosi dispositivi che aiutano i bambini a grattarsi le gengive. Nella maggioranza dei casi sono fatti di gomma dura, hanno la superficie zigrinata e una forma ad anello, facili da impugnare per il bimbo, che potrà quindi direttamente portarsi il gioco alla bocca.

In alcuni casi, questi giocattoli possono essere lasciati in freezer per raffreddarsi: daranno quindi maggior sollievo a contatto con le gengive irritate.

dentizione neonati

Zuberka/gettyimages.it

Massaggi gengivali

Per aiutare i bambini ad alleviare il fastidio, è possibile poi effettuare massaggi calmanti in bocca: con le mani pulite, si possono prendere le gengive del piccolo tra i polpastrelli e massaggiare delicatamente, o praticare una leggera pressione nelle zone gonfie per dare sollievo.

Il massaggio si può effettuare anche utilizzando una garza sterile, che aiuta a grattare la gengiva, anche imbevuta di gel calmante.

Farmaci, gel e rimedi naturali

È poi possibile alleviare il dolore anche con farmaci come paracetamolo e ibuprofene, da somministrare sempre a seguito di parere medico.

In farmacia si possono acquistare anche gel gengivali che rinfrescano le gengive e attenuano le irritazioni, alcuni dei quali anche a base di erbe e compositi naturali, come malva e camomilla.

Come abbiamo visto, la comparsa dei primi dentini è una fase che può destare qualche preoccupazione per le mamme e i papà: anche se si tratta di un processo totalmente fisiologico, è importante sapere cosa aspettarsi, come intervenire e a chi rivolgersi in caso di necessità.

Comprendiamo quindi che avere un dentista di riferimento in famiglia è molto importante, anche per sapere – quando i bambini saranno più grandi – come educarli a una corretta igiene orale, come prevenire la carie, magari valutando l’assunzione di fluoro, nonché per decidere come comportarsi davanti a problematiche frequenti, come ad esempio le macchie sui denti da latte.

Proprio per questo, può essere utile ricorrere a polizze assicurative dedicate alla salute orale dei più piccoli, come Dentista di UniSalute, che ha un piano dedicato appositamente agli under 18, per i quali sono previste la visita di controllo e la fluorazione gratuite e possibilità di scegliere tra oltre 5.000 studi dentistici convenzionati.

Avete mai valutato questa possibilità?

 

Altre fonti:

msdmanuals.com
ospedalebambinogesu.it
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

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