Continua la protesta a Napoli e Catania ma altre città si uniscono alla protesta

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Folla di cittadini esasperati scende in strada in protesta pacifica urlando slogan di “Libertà e Lavoro” a Napoli ed a Catania. Dimostrazioni spontanee sono partite ieri sera contro il blocco delle attività contestando i provvedimenti del governo e dei governatori regionali. Ci si chiede se sia iniziata la sommossa popolare contro il governo della dittatura sanitaria.

Altre città si stanno unendo alla protesta e sono previste nuove manifestazioni anche per oggi. Ci sono molti indizi che la rabbia popolare inizia a manifestarsi soprattutto al sud dove la situazione è la più critica e migliaia di aziende vengono buttate sul lastrico dalle ultime misure del governo Conte/Speranza. Si prevedono milioni di disoccupati e famiglie buttate sul lastrico.

La gente comune, i cittadini angosciati da questa situazione non si rassegnano a rimanere a casa ed aspettare i sussidi che non si sa quando mai arriveranno. Il percolo dei contagi non esiste nei bar e nei ristoranti ma ben in altri ambienti dove le persone si affollano una sull’altra, dai trasporti locali al lungomare di Napoli e in tante altre zone.

Perchè colpire in particolare i ristoratori? Perchè mandarli sul lastrico? Si vuole far fallire le piccole imprese della ristorazione italiana per poi aprire forse alle grandi catene dei fast food delle multinazionali estere? Il sospetto potrebbe divenire presto una certezza. Forti indizi in proposito.

Queste le domande senza i risposta.

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