Cercatori d’oro: ecco i luoghi italiani in cui è possibile trovarlo in natura

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L’oro della California è qualcosa che ha fatto sognare un po’ tutti noi, perché nessuno ha mai dimenticato quel periodo storico denominato corsa dell’oro californiana. Era il 1848 quando James Wilson Marshall scoprì un filone del prezioso metallo, non ci volle poi molto tempo affinché arrivassero da tutto il mondo migliaia di cercatori invadendo l’intero territorio.

Anche in Italia ci sono i cercatori d’oro, ma corrono più lentamente perché il metallo prezioso qui scarseggia, ci sono però alcune zone nel nostro BelPaese dove è possibile trovare il lucente materiale in natura. Lo sa bene chi abita lungo le sponde dell’Elvo, il torrente piemontese in provincia di Biella tanto caro ai nostri cercatori d’oro. Qui, giungono ogni anno pensionati, studenti o giovani che si danno all’hobby più redditizio di sempre, quello di cercare oro.

Ma quali sono le altre aree che fanno parte della mappa del tesoro tutta nostrana? La prima miniera d’oro conosciuta in Italia si trova in Sardegna, la regione infatti è stata considerata quella più promettente del Paese, anche se non paragonabile a quelle di fama mondiale. Ma la ricerca dell’oro, per quelli che la considerano solo una passione fruttuosa, avviene soprattutto nei fiumi.

Sono proprio questi corsi d’acqua infatti a regalare le più grandi soddisfazioni, perché mentre tutto ciò che è leggero va a finire nel mare, i metalli più pesanti restano sul posto. Sotto al Monte Rosa, scorre il fiume Ticino ed è quello che nel corso dei secoli ha dato discrete soddisfazioni ai ricercatori, guadagnandosi l’appellativo di Ticino d’oro. Al suo fianco appaiono i nomi di altri fiumi di origine alpina, come il Po, Dora Baltea, Serio, Oglio.

In generale, sono i fiumi piemontesi quelli che offrono le possibilità più concrete di trovare dei piccoli tesori. Abbastanza generosi anche alcuni torrenti del Varesotto e l’Agogna, che dalla provincia di Novara attraversa una parte della Lomellina. Piccolo approfondimento merita l’Adda, chiamato dagli appassionati “il paradiso perduto”. Qui infatti, a causa del divieto di ricerca nel territorio, imposto dalle autorità, le luccicanti promesse sono svanite.

È quindi il nord Italia ad alimentare le speranze di chi, della ricerca del metallo prezioso, ne ha fatto un hobby. Ma attenzione, non aspettatevi lingotti o pepite d’oro, anche se questultime non sono impossibili da trovare. Quelle che si nascondono tra le acque dei fiumi sono schegge, per lo più pagliuzze d’oro, che comunque sono purissime e diciamolo, danno gran soddisfazione.

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