Banche Occidentali sospettate di aver facilitato fondi all’ISIS in Iraq

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WASHINGTON, DC – I rapporti trapelati hanno rivelato che le filiali statunitensi della Deutsche Bank sono sospettate di aver facilitato il trasferimento di denaro all’ISIS in Iraq al culmine della campagna di espansione e di terrore del gruppo. Il gruppo terroristico dell’ISIS aveva lanciato una campagna di spargimento di sangue e distruzione contro l’Iraq nel 2014, sequestrando più di 121 filiali bancarie, prima della sua espulsione alla fine del 2017.

Secondo PressTV. Nonostante il controllo dei terroristi su alcune istituzioni finanziarie, alcune banche, inclusa la Deutsche Bank e in particolare le sue filiali statunitensi, hanno continuato a consentire l’invio di trasferimenti di denaro al paese arabo.

Rapporti finanziari classificati presentati dalle banche di tutto il mondo al Financial Crimes Enforcement Network del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (FinCen), trapelati al sito di notizie Buzzfeed e a loro volta condivisi con l’International Consortium of Investigative Journalists, hanno rivelato trasferimenti di denaro sospetti di almeno 4 miliardi di dollari segnalati dalle filiali statunitensi di Deutsche Bank e Bank of America, a un certo numero di banche irachene tra il 15 giugno 2014 e il 30 giugno 2015.

Da un loro primo rapporto sulle 15 comunicazioni di sicurezza presentate nel gennaio 2015, questo ha monitorato 3.844 transazioni effettuate tra il 15 giugno 2014 e il 15 dicembre 2014 per un valore di oltre 2,3 miliardi di dollari che hanno coinvolto 13 banche irachene.

Nessuna informazione sui clienti o dettagli sui beneficiari sono stati inclusi in alcuno dei rapporti della banca.

Secondo il Middle East Monitor, le segnalazioni di attività sospette (SAR) presentate dalle due banche non hanno specificato quali filiali bancarie irachene fossero coinvolte, ma “tali trasferimenti potrebbero essere i proventi del commercio illegale di petrolio e gas”, una fonte primaria di finanziamento per il gruppo terroristico. 

Miliziani dell’ISIS finaziati tramite la Bank of America

La domanda principale rimane: perché questi enormi trasferimenti di denaro sono stati consentiti nonostante i sospetti e le misure per contrastare l’estremismo violento e le relative sanzioni negli Stati Uniti e in Iraq?

La violenza raccapricciante ha afflitto le parti settentrionali e occidentali dell’Iraq quando i terroristi Daesh hanno lanciato un’offensiva nel giugno 2014 e hanno preso il controllo di parti del territorio iracheno, tra cui Mosul, la seconda città più grande dell’Iraq e la capitale della provincia di Ninive.

I miliziani hanno commesso crimini atroci contro tutte le comunità etniche e religiose in Iraq, inclusi sciiti, sunniti, curdi e cristiani. Il 9 dicembre 2017, l’allora primo ministro Haider al-Abadi ha dichiarato la vittoria sull’ISIS. Tuttavia, sebbene l’ISIS sia stato sconfitto come entità pseudo statale, rimane ancora molto attivo e sta ancora conducendo raid occasionali e attacchi terroristici in tutto il paese. 

Oltre all’Iraq, anche la Siria è stata duramente colpita dall’ISIS e da altri gruppi terroristici sostenuti dalla NATO e dai suoi alleati / satelliti in Medio Oriente (Arabia Saudita, Emirati Arabi e Turchia).

Nota: da questo rapporto si rende evidente la complicità degli organismi finanziari dell’Occidente con i gruppi terroristi che hanno operato in Iraq ed in Siria, una complicità che si somma con quella dei governi occidentali, in particolare degli USA, di Francia e Regno Unito che hanno fornito armi ed appoggi logistici a molti di questi gruppi per i loro obiettivi geopolitici nell’area medio orientale.

Il generale Soleimani, vincitore sull’ISIS, assassinato dagli USA

Da notare che gruppo terroristico dell’ISIS in Iraq era stato duramente contrastato e sconfitto dalle forze irachene degli Hashd al Sha’abi, conosciute come Forze di Mobilitazione Popolare, milizie sciite addestrate dall’Iran sotto il comando del generale Soleimani. Nel gennaio di quest’anno, gli USA hanno assassinato, presso l’aeroporto di Baghdad, il generale Soleimani ed il vice comandante di queste forze, ‎ Abu M.al-Muhandis, attirandoli in una trappola.

Fonti: Middle East MonitorFort Russ

Traduzione, sintesi e nota: Luciano Lago

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