Welfare in Italia: perché gli italiani sono sempre più preoccupati per il loro futuro?

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Gli italiani hanno la sensazione che la propria salute non sia al sicuro, anzi chiedono allo Stato di intervenire di più in questo ambito. Ben 8 persone su 10 guardano al futuro con preoccupazione, in particolare relativamente all’assistenza per gli anziani e a malattie future. Questo è quanto emerge dall’indagine Ipsos commissionata da Unipol e presentata durante il Welfare Italian Forum 2018 a Roma, lo scorso 11 dicembre. Vediamo, dunque, qual è la percezione che gli italiani hanno del welfare in Italia, non soltanto in relazione alla salute, e cosa si aspettano dallo Stato e dalle aziende.

Welfare in Italia: due italiani su tre sono preoccupati

La ricerca di Ipsos ha coinvolto un campione di 1000 persone di età compresa tra i 18 e i 65 età, rappresentativi della popolazione italiana: ciò che emerge è una valutazione prettamente negativa del welfare in Italia. I servizi vengono valutati come pessimi o scarsi dal 61% degli intervistati, con differenze sensibili tra le varie aree del paese: picco negativo nel Centro Italia con il 75% di pareri negativi, mentre al Nord Ovest solo il 39% è insoddisfatto.

Emerge, dunque, la necessità di riformare, modificare o integrare l’attuale sistema di welfare, ma permane una frattura sul come. Per il 48% degli italiani, infatti, i servizi devono essere garantiti a tutte le fasce di reddito e sono disposti ad accettare un aumento delle tasse per finanziare il welfare, mentre il 32% è disposto anche a pagare un servizio più efficiente e ritiene corretto negare l’accessibilità solo ad una parte della popolazione per poter garantire la qualità.

L’unico ambito rispetto al quale si rileva una moderata soddisfazione è proprio la sanità, e proprio questo è il settore su cui un quarto degli intervistati richiede un intervento statale. L’esigenza è potenziare il sistema sanitario, ma anche rispondere ai timori riguardo al futuro.

L’incertezza sulla salute del domani

welfare anziani italia

Kristo-Gothard Hunor/shutterstock.com

Un primo dato che emerge chiaramente, infatti, è la consapevolezza che il sistema sanitario nazionale si troverà a dover sostenere un aumento del carico di lavoro. Ciò è una naturale conseguenza dell’invecchiamento della popolazione, che pone nuove sfide assistenziali e non solo.

L’80% degli intervistati ritiene che la sanità pubblica, o a costi bassi, sia sostenibile solo a patto di un taglio a sprechi e costi della politica, ma non vi è fiducia che questo possa accadere realmente. Il 68% degli italiani, infatti, vorrebbe un aumento della spesa pubblica in questo ambito, ma solamente il 15% è convinto che lo Stato lo farà sul serio.

Il futuro è un pensiero concreto per gli intervistati anche perchè il 46% è preoccupato da una possibile condizione di malattia o non autosufficienza futura, il 36% dall’inadeguatezza della pensione, il 30% dalla difficoltà di far fronte alle spese che la terza età porrà, il 29% dalla mancanza di una prospettiva lavorativa stabile e soddisfacente. In altre parole, quasi la maggioranza degli italiani ha il timore di non poter sostenere economicamente i costi dell’invecchiamento, soprattutto se accompagnato da una malattia.

welfare italiano

bfk/shutterstock.com

Quale sostenibilità per il welfare in Italia?

La ricerca Ipsos indaga, poi, quali siano le idee degli italiani a proposito del modo di ottenere le risorse necessarie per migliorare il welfare. Un tema che, invece, non sembra essere una priorità per gli intervistati.

L’86% delle persone coinvolte nell’indagine, infatti, non si è posta il problema di come sostenere un’eventuale disabilità in vecchiaia, tuttavia sono in molti ad avere un’opinione di come lo Stato dovrebbe comportarsi: il 54% sostiene che tutti i servizi debbano essere gratuiti oppure low cost solamente per chi supera una determinata soglia di povertà, mentre il resto dei cittadini dovrebbe pagarli. Per il 15% degli intervistati dovrebbe essere necessario un aumento delle risorse destinate al welfare attraverso un aumento delle tasse, mentre il 6% suggerisce un taglio dei servizi e, di conseguenza, anche dei costi.

Sanità privata, assicurazioni, welfare aziendale: che alternative?

sanità privata

Spotmatik Ltd/shutterstock.com

Un altro dato che emerge dall’indagine presentata al Welfare Italian Forum 2018 è la diffusione ancora limitata nel paese di soluzioni alternative alla sanità pubblica per la tutela della salute. Solo il 22% della popolazione, infatti, ha stipulato una polizza assicurativa sanitaria, ma soprattutto il 61% dichiara di non essere nemmeno interessato a valutarne una. Poco diffusi anche i piani pensionistici integrativi, scelti da meno di un italiano su tre.

Numeri che confermano l’impressione, confermata anche da Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, che ad una profonda preoccupazione per il futuro e ad un giudizio complessivamente negativo sul welfare, non corrisponda nessuna azione correttiva da parte dei cittadini. Commentando il rapporto, Pagnoncelli evidenzia una sostanziale inerzia degli italiani che non sembrano pronti ad essere attori attivi del proprio futuro e della salute.

Alcune alternative a sostegno del welfare, infatti, già esistono e sono a disposizione dei cittadini. La sanità privata ha sicuramente dei costi elevati e non alla portata di tutti, ma esistono soluzioni di sanità integrativa che garantiscono servizi di qualità ad un costo contenuto. Inoltre, come evidenziato anche in occasione della presentazione della ricerca Ipsos, anche il welfare aziendale può contribuire a garantire a integrare l’offerta di servizi per i cittadini.

Si parla, in questo caso, di servizi offerti dalle aziende ai propri dipendenti per rispondere ad alcuni dei bisogni più sentiti. Non si tratta di solo supporto ai lavoratori, come per esempio l’erogazione di buoni pasto oppure il rimborso di spese mediche, ma anche opportunità per le famiglie come ticket baby sitter, asili nido aziendali, buoni per l’acquisto di libri scolastici o addirittura vacanze studio aziendali a prezzi vantaggiosi.

Esiste, poi, una serie di servizi ben specifici studiati a tutela e supporto della terza età sia per sé che per i familiari. Si pensi, per esempio, a sconti presso alcune strutture convenzionate per l’assistenza, fino al supporto domiciliare e a servizi come la spesa a casa.

Soluzioni che non sostituiscono l’intervento statale né che, di per sé, possono condizionare l’opinione a proposito del welfare in Italia. Tuttavia proposte come quelle di SiSalute, divisione di UniSalute servizi specializzata in proposte sanitarie non assicurative, possono rasserenare gli animi e ridurre quella preoccupazione a proposito del domani che risulta piuttosto diffusa in tutto il paese.

Avevate mai valutato un’opzione del genere pensando al vostro presente e futuro?

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