Lo Ius Soli come nuovo totem della sinistra mondialista

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di Luciano Lago

La sinistra mondialista ed il PD in particolare sono quei soggetti politici che hanno fatto entrare il mercato e il grande Capitale Finanziario come unico dominus nel sistema, supremo regolatore ed entità a cui tutto deve essere sacrificato: i diritti sociali, le difese del lavoro, le leggi per la cittadinanza, la sopravvivenza delle piccole imprese, le risorse nazionali e l’agricolura nazionale, l’artigianato tradizionale e quant’altro risulti incompatibile con il nuovo sistema dei mercati aperti e della globalizzazione.

Gli attuali responsabili di governo e del Partito sono gli stessi soggetti che si sono collegati ai mostri sacri della finanza mondiale da cui dipendono in toto per qualsiasi scelta politica di governo.

Questi screditati esponenti della sinistra mondialista oggi cavalcano la società multiculturale e lo “Ius Soli” come un Totem a cui tutto la società italiana dovrebbe inchinarsi ed accettare come traguardo indiscutibile e “scelta di civiltà”.
Da questa ostinazione nel negare la realtà e la vera natura di questa pretesa “scelta di civiltà si evidenzia il fanatismo ideologico di cui sono intrisi tutti gli esponenti di questa classe politica che fra l’altro si dimostra sempre più intollerante e ed assolutista.
Telegiornali, quotidiani e siti web dicono tutti, grosso modo, la stessa cosa: “slitta la riforma sulla cittadinanza”. Adesso non si riesce a farla passare ma, con tutta probabilità, si farà più in avanti di sicuro. Non si può non approvare: “e’ una scelta di civiltà”, sostengono, rassegnatevi.

Il Pd vorrebbe passare per un partito moderato, di centrosinistra, dei ceti medi, soltanto perché ha abiurato la vecchia matrice comunista, come anche quella socialdemocratica, per convertirsi e passare, armi e bagagli, al liberalismo ed al globalismo dei mercati.

Questa sinistra borghese e filo capitalista che ha fatto dell’Unione Europea un riferimento irrinunciabile risulta quindi il vero pilastro del Sistema, anzi avoler ben vedere in Italia è il Sistema. Sono loro i fanatici del pensiero unico liberal e politicamente corretto. Loro hanno consegnato l’Italia all’oligarchia europeista e sono fanaticamente a favore dell’annientamento di ogni identità nazionale e culturale. Non sono moderati sono fanatici ed ideologizzati.
La sinistra mondialista (ed i suoi complici) ha come suo obiettivo quello di distruggere le differenze religiose, etniche, culturali, in nome di un universalismo astratto ed inumano, e al contempo vogliono liberare l’individuo da tutti i legami (religiosi, etnici, familiari, sessuali) e da tutte le identità. Sono postmoderni che vogliono portare all’estremo la logica nichilista della modernità.  Il vecchio sogno della massoneria si avvera.

I fanatici dello Ius soli

Abbandonato da tempo il vecchio mito della “lotta di classe” la sinistra ha trovato adessso il nuovo mito, il totem ideologico con cui ammantarsi di progresso e di scelta di civiltà: lo Ius Soli.
Una legge concepita da chi vuole consegnare la cittadinanza a tutti i figli di immigrati in funzione dell’idea che gli uomini siano tutti intercambiabili, che sia sufficiante nascere in Italia per essere italiano, è un concetto tipico del pensiero economico globalista che si relalizza nel meticciato e nella società multiculturale.

Sono gli stessi autori delle scelte contro il lavoro ed i diritti sociali, gli esponenti della sinistra mondialista i più zelanti esecutori del disegno neoliberista che si attua contro i lavoratori, contro le famiglie e le classi sociali subordinate, con la disarticolazione sociale e l’immissione di nuove masse di mano d’opera disponibile allo sfruttamento ed alla sostituzione anagrafica, come prescritto dai piani dell’ONU, del FMI, della Goldman Sachs, dei Soros, dei Peter Southerland, dei Mark  Zuckerberg e compagnia cantante, nel progetto definito di un nuovo sistema mondializzato e regolato dalle centrali del potere finanziario dominante.

Coloro che oggi cercano lodevolmente di opporsi e di manifestare contro lo Ius Soli vengono catalogati come “retrogradi”, reazionari, quando non razzisti, fascisti e nostalgici di un mondo che non c’è più.
Nessuna meraviglia, si tratta di una vecchia tecnica, in realtà la sinistra mondialista cerca di alzare lo schermo dell’antifascismo per occultare la sua subordinazione ai potentati finanziari ed alle centrali di potere sovranazionale che pilotano verso la destabilizzazione sociale del paese. Si nota un certo nervosismo negli esponenti della sinistra mondialista: è il terrore di essere scavalcati e smascherati presso l’opinione pubblica per le loro responsabilità di voler ridurre l’Italia ad un grande campo profughi per migranti economici e per l’africanizzazione strisciante che diventa la prospettiva reale di questo paese.

La difesa delle identità e delle comunità locali è il maggiore ostacolo al trionfo del mondialismo.

Lo avevamo già scritto e sostenuto da tempo: Quale fattore può’ ostacolare la vittoria definitiva del progetto mondialista? La disperata resistenza di coloro (individui, popoli e comunità’) che si frappongono all’assimilazione ed alla distruzione della propria cultura contro il non-essere dell’omogeneizzazione, dello sradicamento, della dissoluzione nella malsana brodaglia del cosmopolitismo mondialista. Prendere esempio dalle comunità indigene, dalle comunità etniche di altri continenti (i mapuche in America Latina, gli ungheresi in Europa) ed altri paesi.

Questa resistenza è’ l’unico fattore che rimane valido ad ostacolare il progetto mondialista quando, assieme ai vari settori di popolo, si coalizza per dare luogo ad una lotta senza quartiere per contrastare l’offensiva delle centrali di potere che dirigono il progetto del “Nuovo Ordine Mondiale” globalizzato.

Per questo le persone che vogliono oppporsi devono mobilitarsi oggi perchè domani non ci sarà più tempo quando il progetto diventerà irreversibile. Scendere in piazza e gridare la propria rabbia ed il proprio dissenso, fermarsi in protesta sui luoghi di lavoro, alzare la voce e contrastare i servitori del grande capitale e del nuovo ordine mondiale è un dovere di tutti coloro che non vogliono essere sottomessi.

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