IL MISTERO DEL DEJA-VU’

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L’argomento che trattiamo oggi nella rubrica “Articolando tra le Stelle” di Hack the Matrix riguarda uno dei fenomeni molto interessanti. Avvolto da un alone di mistero, chi non ha sperimentato almeno una volta nella Vita il Deja-vù?

Il fenomeno del Deja-vù è caratterizzato dalla sensazione particolare dell’aver “già visto”, “già sentito”, “già vissuto” riguardo una determinata circostanza. In genere dura qualche istante ma è uno dei momenti che lasciano interiormente una sensazione affascinante. Ad esempio, vi è mai capitato di riconoscere un luogo dove in realtà non siete mai stati?

“I Deja-vu sono il modo che ha il destino per dirti che sei esattamente dove dovresti essere. Ti sembra che tu ci sia già stata perché sei esattamente in linea col tuo destino.” (Serie tv Fringe)

Questa l’interpretazione citata dalla Serie televisiva ma, cercando sul web, circolano tante ipotesi che potrebbero spiegare questo misterioso fenomeno. Oggi noi cercheremo in breve di rendervene partecipe per poi darvi il modo di farvi un’idea personale.

Inizialmente si pensò a falsi ricordi, inganni dei neuroni. Secondo i nuovi studi però, questa tesi risultò essere errata. Sembra, secondo alcuni, che i Deja-vù siano dei controlli che il nostro cervello faccia nella memoria, per verificare che non vi siano errori, in breve una specie di antivirus della memoria.

Se volessimo analizzare la teoria neurologica, potremmo affermare che si tratti non altro che di una breve epilessia con conseguente disfunzione del sistema nervoso. Secondo la teoria attenzionale invece, si tratterebbe di un “black out” dell’attenzione. L’interruzione provocherebbe la rimozione del ricordo cosciente, ma inconsapevolmente esso rimarebbe. Da qui deriverebbe la sensazione di familiarità.

Secondo lo scienziato Akira O’Connor ed il suo team, il Deja-vù, sarebbe un segno che la nostra memoria sta lavorando bene ed è più difficile cadere nei falsi ricordi. Sembra, sempre secondo O’Connor, che questo fenomeno sia riscontrabile maggiormente nei giovani, mentre diminuisce con l’avanzare dell’età, forse andando avanti con gli anni, i nostri sistemi di controllo diminuiscono e la capacità di controllare i ricordi sbagliati viene meno.

Alcuni psicologi pensano che i Deja-vù si verifichino quando le situazioni emotive e cognitive sono identiche ad eventi già vissuti in precedenza. Ma queste sono spiegazioni razionali che puntualmente si cerca sempre di dare a ciò che non si capisce. In realtà ci sono dei casi in cui l’individuo non solo rivive l’attimo, ma già sa cosa sta per accadere subito dopo.

Secondo la parapsicologia, i Deja-vù sarebbero fenomeni di precognizione, chiaroveggenza, percezioni extrasensoriali. Altre spiegazioni, che sono al di fuori del campo scientifico, asseriscono che si tratti di profezie, visioni o addirittura memorie di vite passate.

C’è chi ritiene che questo fenomeno sia il ricordo dei sogni. Dato che la notte sognamo continuamente e al risveglio non ricordiamo gran parte di ciò che abbiamo visto, il Deja-vù potrebbe essere il ricordo di un frammento di sogno rimosso. Il senso di riconoscimento avverrebbe a causa della visione onirica dimenticata.

Come abbiamo anticipato poc’anzi, alcuni credono che questo fenomeno sia la conferma della veridicità della tematica riguardante la reincarnazione, ossia le vite precedenti. Qui entra in campo anche il Dr. Brian Weiss, psichiatra e ipnologo dell’ipnosi regressiva. Egli afferma che molti dei suoi pazienti hanno provato sensazioni di familiarità e riconoscimento di luoghi in cui non erano mai stati prima. Tramite l’ipnoterapia ha trovato una connessione con il fenomeno.

Il fisico teorico Dr. Michio Kaku, noto per le sue teorie che vanno oltre i confini della fisica tradizionale, suggerisce una connessione con gli Universi paralleli. Il Dr. Kaku studia da molti anni la “TEORIA DELLE STRINGHE” la quale asserisce che il tessuto fondamentale dell’Universo sarebbe composto da stringhe o membrane vibranti. Secondo la frequenza di questa vibrazione, sarebbero prodotte e sostenute le particelle elementari.

Al di la delle quattro dimensioni conosciute (tempo e spazio tridimensionale) ci sarebbero altre sei dimensioni dello spazio, ognuna delle quali conforme ad un Universo con proprie leggi fisiche, i cosiddetti Universi paralleli. Secondo la Fisica Quantistica quindi, è possibile che il Deja-vù non sia altro che la nostra inconsapevole capacità di passare da un Universo all’altro.

Anche se noi viviamo la nostra vita tranquillamente, in realtà nella nostra stessa stanza coesistono sia la nostra realtà che altre realtà parallele. La nostra realtà vibra di un energia diversa dalle altre ed è per questo che esiste a se. La teoria è affascinante, anche il fisico teorico Steve Weinberg sostiene la tesi del Multiverso. Essendo realtà parallele ma diverse tra esse, non possono di natura essere sintonizzate. Ci sono però quei momenti in cui queste realtà si “sintonizzano” ed è in quel frangente che è possibile saltare da un universo ad un altro. Quando proviamo l’emozione del Deja-vù siamo entrati per un determinato istante in connessione l’altra realtà e ci permette di avvertirne l’energia.

Il fenomeno del Deja-vù è stato trattato anche nei film, come “Matrix” ad esempio. Il famoso film del 1999 che ha vinto numerosi premi, inclusi 4 Oscar. E’ una tematica che non cessa di ispirare artisti e incuriosire appassionati anche del campo paranormale.

Personalmente noi prendiamo atto di ogni teoria, però non possiamo nascondere il fatto che questo fenomeno sia molto affascinante. Provarlo, in alcuni casi, lascia seriamente senza parole. Di conseguenza crediamo che sotto c’è molto di più che un semplice corto circuito del cervello.

Potrebbero esistere tuttavia svariate sensazioni, l’una diversa dall’altra, a cui attribuiamo comunque la denominazione “Deja-vù”. Però ognuna potrebbe avere una spiegazione a se.

In alcuni casi potrebbe effettivamente trattarsi di episodi riguardanti vite precedenti, specie quando capita di frequentare un luogo per la prima volta e si prova la sensazione di esserci già stati.

Quando si ha a che fare con una persona che si sente di conoscere, in quel caso potrebbe essere un riconoscimento animico dovuto ad una vita precedente oppure a qualcosa che va oltre l’esistenza sul piano fisico.

Non è da escludere anche la teoria del Multiverso, poiché è molto valida come ipotesi e in alcuni casi potrebbe trattarsi effettivamente di essa. C’è da aggiungere che vi sono anche testimonianze a riguardo.

Concludendo non escludiamo nulla, dato che il mondo “invisibile” è caratterizzato da talmente tante cose a noi non concepibili ancora del tutto. Poi se pensiamo anche all’Universo stesso, alla sua immensità e alla quantità di dimensioni esistenti, ci rendiamo conto di essere all’interno di qualcosa di veramente grande e complesso, che spiegarlo in poche parole risulterebbe limitativo.

Articolo di Rosy & Maya – Hackthematrix

L’articolo IL MISTERO DEL DEJA-VU’ sembra essere il primo su Hack The Matrix.

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