Il calcio belga è finito sotto accusa per corruzione legata a partite truccate

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Il campionato belga sta vivendo il primo, vero momento drammatico in 124 anni di storia. La magistratura indaga su vari reati che vanno dal riciclaggio alla corruzione e su presunte partite truccate della passata stagione. La polizia ha effettuato 44 perquisizioni, coinvolgendo quasi tutte le 16 squadre della prima divisione, la Jupiler League; sotto la lente dei pm sono finite anche l’Anderlecht, lo Standard Liegi e il Club Bruges.

Tutto ruota attorno alla figura di Mogi Bayat, che è stato manager dello Sporting Charleroi ed ora è l’agente dei calciatori più famoso in Belgio. È stato arrestato nella sua abitazione ed è il fulcro dell’indagine che ha come obiettivo principale quello di smascherare operazioni finanziarie sospette, riciclaggio di denaro e frode al fisco con omesse dichiarazioni di commissioni pagate dagli agenti a calciatori e allenatori.

Il procuratore federale ha confermato il coinvolgimento di molte personalità di spicco del calcio belga e gli interrogatori all’ex manager dell’Anderlecht, Van Holsbeeck, all’allenatore del Bruges, Ivan Leko, e agli arbitri Sebastien Bart e Vertenten Delferiere.  Allo Standard Liegi, sono stati sequestrati i contratti relativi ai trasferimenti dei calciatori Obbi Oulare, Michel Preudhomme e  Dino Arslanagić, tutti è tre collegati all’agente Mogi Bayat.

L’indagine è cominciata lo scorso anno per accertare delle presunte irregolarità nelle partite giocate nella massima serie, partite che potrebbero essere state combinate. E ora, con le perquisizioni dei club e le accuse di sospette operazioni finanziarie, anche la Federazione trema. L’amministratore delegato, Pierre François, si è detto preoccupato per l’immagine del calcio belga e ora attende in silenzio gli sviluppi della vicenda.

“Cado dalle nuvole” ha invece dichiarato MehdiBayat79, dirigente dello Sporting de Charleroi e fratello di Mogi, l’unico arrestato.  Non ha idea di cosa stia accadendo e difende il proprio club a spada tratta, affermando che non ha nulla a che fare con questo caso.

Intanto, su richiesta del giudice istruttore le indagini si allargano ed escono dai confini del Belgio, con altre 13 perquisizioni eseguite in Francia, Lussemburgo, Cipro, Montenegro, Serbia e Macedonia.

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