Il barbaro omicidio di Khashoggi blocca i piani del duo Jared Kushner-Bin Salman

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di  Luciano Lago

La tempesta globale scatenata dal caso Khashoggi (il giornalista barbaramente assassinato nel consolato saudita di Istanbul) sta avendo riflessi importanti non soltanto sulla Monarchia Saudita, implicata nell’omicidio, ma anche sull’Amministrazione Trump, sul genero di questi Jared Kushner (amico intimo del principe ereditario saudita) , sugli alleati degli USA in Europa e su Israele che vede direttamente compromesso il suo piano concordato con gli statunitensi di far approvare il progetto dell’ “accordo del secolo” per addomesticare definitivamente i palestinesi e promuovere una soluzione del problema vantaggiosa per l’entità sionista.

La monarchia saudita si trova nell’occhio del ciclone non soltanto per le reazioni indignate (ed ipocrite) provenienti da tutto il mondo occidentale che fino ad oggi sostenevano l’alleanza con i sauditi, ma anche dai media arabi che non si risparmiano nel criticare la politica del principe Mohammed Bin Salman (MBS) che appare con tutta evidenza il vero mandante dell’operazione ed il responsabile di molti altri omicidi e purghe avvenute ultimamente nel regno.
L’eliminazione di Khashoggi ha ulteriormente offuscato la reputazione del principe ereditario, approfondendo gli interrogativi tra gli alleati occidentali e alcuni sauditi riguardo alla sua leadership.
“Portami la testa del cane” sembra sia stato il messaggio che MBS abbia dato al suo fido assistente, partito alla volta di Istanbul assieme agli altri 14 funzionari sauditi per “fare la festa” al giornalista saudita mediante un appuntamento trappola all’interno del Consolato. Difficile adesso sostenere che lui non ne sapeva niente, visto che sosto stati inviati ad Istanbul alcuni dei più stretti membri del suo apparato di sicurezza.

Così grave è la ricaduta politica della scomparsa del giornalista saudita Jamal Khashoggi che lo stesso anziano re, Salman bin Abdul-Aziz Al Saud, si è sentito obbligato a intervenire, hanno detto varie fonti relazionate con la famiglia reale saudita.

L’11 ottobre il re saudita, preoccupato per le reazioni internazionali, ha inviato a Istanbul il suo più fidato aiutante, il principe Khalid al-Faisal, il governatore della Mecca, per cercare di disinnescare la crisi. Il compito del principe, che si è incontrato con le autorità turche, era quello di formare un gruppo di lavoro comune per indagare sulla scomparsa di Khashoggi .

Mentre molti dei leader mondiali chiedevano spiegazioni alle autorità saudite, la preoccupazione cresceva in alcuni settori della corte reale quando, allo stesso momento,  il principe ereditario Mohammed bin Salman , al quale il re aveva delegato vasti poteri, si stava prodigando per contenere le ricadute negative sulla monarchia saudita, come dicono varie fonti.
Dall’incontro tra il principe Khalid (fiduciario del re saudita) ed Erdogan, il re si è “affermato” nella gestione dell’affare, secondo una fonte diversa, di un uomo d’affari saudita che vive all’estero ma è vicino ai circoli reali.
I funzionari sauditi non hanno risposto immediatamente alle domande della Reuters sul coinvolgimento del re nell’aiutare a supervisionare la crisi ma si è capito che è lui stesso che è dovuto intervenire per la gravità della situazione.

Si è rilevato che, l’ultimo intervento del re, riflette la crescente inquietudine tra alcuni membri della corte reale in merito all’idoneità del principe ereditario a governare, hanno detto le varie fonti interne saudite.
Il principe MBS si è rivelato per essere un avventuriero spregiudicato che, sotto la veste del presentarsi in Occidente come un “riformatore”, ha operato in modo da far impantanare la Monarchia saudita in una inutile e costosa guerra nello Yemen, con massacri e genocidio della popolazione civile, in operazioni di sobillazione dalla Siria al Libano, attuando purghe all’interno con soppressione dei dissidenti e incarcerazione dei suoi possibili rivali.

Dietro le finte riforme di facciata (donne alla guida di auto e faciltate ad assistere a spettacoli sportivi) che tanto entusiasmavano i suoi adulatori dell’Occidente, MBS eliminava uno per uno i suoi nemici ed è arrivato ad emarginare anche membri anziani della famiglia reale, oltre a consolidare il controllo sulle agenzie di sicurezza e di intelligence saudite. Va da se che gli emarginati di corte aspettavano solo l’occasione per fare i conti con l’ambizioso principe e servirgli la vendetta come un “piatto freddo”.

Tutto questo ha portato ad una forte crisi di credibilità che è esplosa con il caso Khasshogi e dove rischiano di scottarsi le mani quelli che hanno sostenuto le disinvolte attività del principe.
Il primo a scottarsi le mani è il genero di Trump, l’ultra sionista jared Kushner, che vantava una strettissima amicizia con il principe e che ha tramato con lui per le varie iniziative dettate poi al suocero: il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, la preparazione di un piano di sobillazione anti Iran che coinvolge USA-Israele e Arabia Saudita, un progetto di pace come “accordo del secoloda proporre/imporre ai palestinesi.

Tutto rischia di saltare e lo stesso Donald Trump, che si è dato da fare per coprire lo scandalo, scagionare i monarchi sauditi, preservare i mega accordi miliardari di forniture armi con Rijad, si vede oggi attaccato da vari esponenti del Congresso che reclamano la fine dell’appoggio incondizionato di Washington all’Arabia Saudita e sanzioni punitive. Non solo all’interno degli USA ma anche all’estero con la Germania in prima fila che è partita per chiedere il blocco nella venita di armi ai sauditi e con influenti giornali tedeschi che accusano Trump di grande ipocrisia nella sua difesa a spada tratta del principe MBS.

Tuttavia è in Israele che si avranno le maggiori conseguenze negative della eventuale caduta nel fango del principe MBS e dei suoi progetti di espansione in Medio Oriente. La perdita di credibiltà della coppia MBS- Kushner si riflette inevitabilmente sui loro piani per l’”accordo del secolo” e compromette la possibile alleanza di stati arabi contro l’Iran.

Genero Trump con Netanyahu

Questo accade proprio nel momento in cui la Russia ha cambiato le regole del gioco in Siria con lo spiegamento dei siuoi sistemi antiaerei S-300 e non permette più a Israele di effettuare incursioni nello spazio aereo siriano con il pretesto di colpire i depositi e le forze iraniane e di Hezbollah. Tutto accade nello stesso momento in cui le tensioni nella Palestina occupata ed a Gaza crescono e le autorità israeliane aspettavano il momento di partire con una nuova offensiva contro Hamas a Gaza e contro Hezbollah nel nord del Libano.

Tutto diventa più difficile adesso, con il grande alleato saudita impelagato nelle sue stesse trame e con l’Amministrazione USA sempre più assente dalla scena mediorientale, dove la Russia e l’asse della resistenza (Siria-Hezbollah-Iran) sono sempre più avvertiti come una minaccia esistenziale per l’entità sionista ed i suoi progetti di espansione.

Il cadavere martoriato di Khasshogggi sembra gettato sul terreno per ostacolare quella che doveva essere la “santa alleanza” Israele-Arabia Saudita-USA.

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