Gli Stati Uniti continuano a minacciare la Siria

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di  Luciano Lago

Non soddisfatti circa i risultati dell’ultimo bombardamento sulla Siria, Washington e i suoi alleati continuano a proferire minacce contro il Governo di Damasco.
L’ultimo di questi avvertimenti minacciosi in ordine di tempo è stato quello del vicepresidente americano Mike Pence il quale ha elogiato il recente attacco missilistico contro Damasco, condotto da Stati Uniti, Regno Unito e Francia, ed ha avvertito che il governo di Damasco avrebbe un “prezzo da pagare” se dovesse lanciare nuovamente un attacco con armi chimiche, come ha riferito la Reuters.

Successivamente, Pence ha criticato l’atteggiamento russo nei confronti del conflitto in Siria e ha invitato Mosca a prendere le distanze dal governo di Damasco, durante un’intervista con la CBS News TV. Il vicepresidente degli Stati Uniti ha persino ritenuto la Russia responsabile per il presunto “fallimento” dell’accordo del 2013 per la distruzione delle armi chimiche siriane.
“Il nostro messaggio alla Russia è che sei dalla parte sbagliata della storia … È tempo che la Russia ottenga il messaggio che il presidente Trump ha consegnato la scorsa notte. Che ti fai conoscere dalla compagnia che hai “, ha detto Pence a CBS News. Vedi: US Vice President Warns Of Further Strikes On Syria,…

Quindi sono gli statunitensi, secondo Pence , ad essere “dalla parte giusta della Storia” come risulta dalle carneficine da loro provocate con le guerre scatenate da Washington in Iraq, in Libia, in Afghanistan , nella ex Jugoslavia ed in Siria mediante l’utilizzo dei loro mercenari armati e finanziati dagli USA e dall’Arabia Saudita. Sono sempre gli USA dalla parte giusta della Storia perchè si sa che loro “portano la democrazia”, esportano il progresso ed il sistema degli interessi americani anche ai paesi che ne farebbero volentieri a meno.

Quanto al “farsi conoscere dalla compagnia che hai” questa è una perla che consente agli osservatori di riconoscere gli USA per le “splendide compagnie” che da tempo frequentano, come quella della monarchia dell’Arabia Saudita, lo stato canaglia del Golfo Persico che sta conducendo il genocidio nello Yemen e che finanzia e sostiene tutti i gruppi terrorististi islamici in Medio Oriente ed in Africa o come i dittatori sud americani da Somoza a Batista e Pinochet, in Latino America, il loro “cortile di casa” , come i Marcos nelle Filippine, tutti gli altri personaggi, dittatori e torturatori, sempre appoggiati dagli USA e frequentatori dell’establishment di Washington.

Le “buone compagnie” dei presidenti USA

Pence non è stato l’unico funzionario USA a minacciare il governo di Damasco con ulteriori azioni militari. Nikki Haley, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’ONU, ha dichiarato, durante una sessione del Consiglio di sicurezza dell’ONU il 14 aprile, che gli Stati Uniti sono “fermi e determinati” e risponderanno a qualsiasi attacco chimico in futuro in modo simile .

In pratica i rappresentanti dell’establishment USA fanno sapere che ogni qualvolta gli USA vorranno bombardare la Siria potranno disporre di far preparare un’altra provocazione con armi chimiche rifornendo i “caschi bianchi”, gli agenti al loro servizio, che potranno imbastire un’altra montatura che farà da pretesto a nuovi bombardamenti sulla Siria. Un reale incentivo al lavoro dei terroristi che necessitano dell’appoggio aereo di Washington e dei suoi alleati.

La realtà è un’altra ed è inutile girarci attorno: gli Stati Uniti, nella loro politica di dominio globale, sono rimasti scottati per la resistenza ostinata del popolo e dell’Esercito siriano che non hanno accettato di piegarsi alla loro egemonia ed alla pretesa di fare della Siria un paese smembrato e sottoposto al califfato saudita. La Siria ed il suo popolo da sette anni combattono con le armi in pugno contro i mercenari inviati da Washington e da Rijad e, con l’aiuto della Russia e dei suoi alleati, hanno dimostrato che all’Impero si può resistere costituendo un esempio pericoloso per gli imperialisti USA ed i loro lacchè nel mondo.

La rabbia e la frustrazione guidano quindi le azioni dell’Establishment USA che non sa darsi pace fino a quando non riuscirà a soggiogare la nazione ed il popolo siriano.
La resistenza delle Siria rappresenta oggi la resistenza dei popoli contro le aggressioni imperialiste, un esempio ed una lezione morale per tutto il mondo.

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