Cosa sappiamo finora sulla morte di Davide Astori

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Il capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale Davide Astori, 31 anni, è morto in nottata tra sabato 3 e domenica 4 a seguito di un arresto cardiaco. Il giocatore era in un albergo di Udine con la sua squadra, dove avrebbe dovuto giocare domenica alle 15.00 contro l’Udinese. Lascia la compagna Francesca e una figlia, Vittoria, di soli 2 anni. Con Francesca Fioretti, volto noto della tv, si erano conosciuti nel 2013. Poi, la nascita della loro bambina (Corriere).

Le possibili cause

“L’idea è che il giocatore sia deceduto per un arresto cardiocircolatorio per cause naturali”, ha detto il procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo in merito al decesso di Astori, anche se “è strano che succeda una cosa del genere a un professionista così monitorato senza segni premonitori”. Soltanto l’autopsia sul corpo del giocatore – che sarà effettuata nelle prossime ore, forse giorni – potrà chiarire con certezza le cause del decesso, avvenuto appunto per arresto cardiocircolatorio.

Astori al momento del decesso si trovava nell’albergo La di Moret in ritiro insieme con la squadra in vista della partita con l’Udinese, poi non disputata. Astori, da quello che riferiscono i compagni, era sempre tra i primi a scendere per la colazione. Ma questa mattina tardava a scendere dalla sua camera. Icompagni della Fiorentina non vedendolo arrivare sono andati a cercarlo nella sua camera. A quel punto la tragica scoperta. Alle ore 12.30 circa la salma del capitano è stata portata all’obitorio di Udine mentre la Fiorentina è ripartita dalla città friulana. Giancarlo Antognoni, storico capitano della Fiorentina e oggi dirigente della società, è rimasto a Udine. Nel pomeriggio i genitori di Astori con il fratello Bruno hanno raggiunto le celle mortuarie dell’ospedale per il riconoscimento del corpo. 

La dinamica

Secondo l’ufficio stampa della Fiorentina “Il ragazzo non si è presentato alla colazione della squadra alle 9.30, di solito lui era quello che si presentava per primo così sono andati a controllare. Davide dormiva da solo. Il magistrato è venuto qui e ora il corpo è stato portato in ospedale per l’autopsia che credo verrà fatta in giornata. Non abbiamo ulteriori dettagli. L’ultimo a vedere Davide è stato Sportiello. Alcuni calciatori dormono in camera singola, altri in camere doppie. La famiglia non è ancora arrivata qui, è stata avvertita dalla società; la compagna di persona, dato che si trova a Firenze con la bambina. I genitori dovrebbero essere a Bergamo, sono stati avvertiti telefonicamente”.

L’opinione del cardiologo: “L’unica arma sono i defibrillatori”

Quello di Davide Astori sembra “un caso di morte improvvisa che purtroppo può verificarsi anche in osservazione di tutte le procedure di controllo. L’unica arma di prevenzione in questo caso, è costituita dai defibrillatori moderni di cui ci si dovrebbe dotare in modo sempre più capillare”: lo ha detto all’Agi il professor Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Gemelli Roma.

“Gli atleti in Italia sono molto ben controllati, abbiamo una medicina sportiva molto attenta e invidiabile. Purtroppo, però, i casi di morte improvvisa sono molto imprevedibili, possono nascondersi patologie congenite non facilmente individuabili. Potrebbe essersi trattato di una miocardite”.

In generale, però, Crea sottolinea l’importanza dell’uso dei defibrillatori, “perché quando sarà capillare la loro diffusione, molti casi di morte improvvisa diminuiranno. Ci sono i defibrillatori intelligenti, quelli che salvano la vita se tenuti a portata di mano. Proprio perché non è assolutamente possibile escludere un evento simile. Bisogna attrezzarsi contro la morte improvvisa. Gli atleti sono controllati ma può capitare, magari è sfuggito qualcosa o proprio non si poteva prevedere”.

 

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